Tropical Islands: un luogo nascosto dall’affascinante stranezza

Di Domenico Di Maio
Foto di Alberto Sinigaglia

Week 40
DEFENSE

Tropical Islands è uno di quei posti nascosti che ti tolgono il fiato per la loro immensa stranezza.
Uno di quei luoghi che potrebbe essere nascosto a pochi isolati dalla tua abitazione in una vecchie struttura militari dismessa, che credevi inaccessibili, in silenzio, sfuggente agli sguardi indiscreti.
Tropical Island ribalta il concetto del “You can’t get always what you want”, e, al contrario, prova a trasformarsi in ciò che realmente non è.
Tropical Islands è un parco tropicale artificiale tedesco, costruito in un posto in cui non potranno mai nascere palme mari e sabbie.
Abbiamo posto qualche domanda ad Alberto Sinigaglia, uno di quelli che non si sono fatti sfuggire l’occasione di fare visita al vecchio hangar Aerium, nonappena il caso ha bussato alla sua porta.

Domenico Di Maio) Ciao Alberto parlaci un po’ di te, da dove sei partito e dove ti trovi ora

Alberto Sinigaglia) Ciao. Sono partito da Venezia dove ho studiato architettura allo IUAV . Dopo aver trascorso qualche anno a Milano sono stato un po’ a New York dove ho frequentato un programma presso la School of Visual Art. Ora vivo e lavoro a Vicenza.

DDM) Questa settimana la dedichiamo alla Defence Issue e, casualmente, abbiamo scoperto che hai visitato di recente questo posto molto particolare chiamato Tropical Islands. Di cosa si tratta di preciso?

AS) Tropical Islands è un parco a tema tropicale ospitato nell hangar per dirigibili chiamato Aerium della fallita Cargolifter. A sua volta l’hangar è ospitato nell’ex aeroporto militare Brand-Briesen, costruito tra il 1938 e il 1939 dalla Luftwaffe poi occupato dall’armata rossa nel 1945 e rimasto in uso ai sovietici fino al crollo del muro. Ora negli hangar ci mettono la sabbia per la spiaggia di Tropical Islands.

DDM) Quant’è grande precisamente?

AS) Le misure dell’hangar sono 360 m di lunghezza, 220 m di larghezza e 106 metri di altezza, il posto potrebbe contenere la Tour Eiffel ed è il 4 edificio al mondo per volume, il primo come spazio privo di pilastri di sostegno. Comprato all’inizio degli anni zero da una società Melese oggi ospita il più grande parco acquatico indoor del mondo con tanto di spiaggia foresta tropicale e mongolfiere che volano sopra le teste dei visitatori.

DDM) Come sei finito a scattare quelle foto? Una scoperta casuale o frutto di una tua ricerca personale?

AS) In quel momento stavo lavorando su una serie di ex basi militari nell’area di Berlino. Inoltre qualche mese prima per puro caso avevo visto un documentario che ne parlava. Due inviti-indizi che non potevo rifiutare.

DDM) Dove vivi ora? Dove sarai nei prossimi mesi?

AS) Vivo a Vicenza e credo che ci resterò anche nei prossimi mesi.

DDM) Cosa c’è dietro al progetto Tropical islands, cosa volevi esprimere? A me personalmente, la vista delle foto ha suscitato una strana tristezza, ottenere e vivere qualcosa che non esiste naturalmente a tutti i costi.

AS) In quel momento stavo lavorando su ex basi militari tedesche. Lo scopo della mia visita era solo quello di documentare non c’era un intento critico.
Sono affascinato dall’artificialità di questo genere di posti e non escludo che Tropical islands possa rientrare in una progettualità più ampia che segua questo tema. Al mondo ne esistono sempre più luoghi come questo pensiamo alle città come Dubai o ad una nazione come Singapore che ha detta dei suoi stessi abitanti è completamente artificiale. Nello specifico di TP non so se sia un luogo positvo o negativo ma pensa di vivere nel Bradeburg o in Polonia e di non vedere il sole per 200 giorni l’anno. Forse a molte famiglie in realtà quel posto piace moltissimo.

Alberto Sinigaglia, ottiene il suo BA in architettura allo Iuav di Venezia e frequenta il Photoglobal Programme alla School of Visual Art a New York. Sinigaglia è co-fondatore dello studio Kassel&Wassel e del progetto MABISH. Dal 2015 è uno dei fondatori e editor di GENDA Magazine. I suoi lavori sono stati utilizzati in numerose esposizioni in Italia e all’estero e nel 2014 il suo libro “Big Sky Hunting” è stato pubblicato da Editions du Lic/Skinnerbox.