The Max Headroom Hijack

Di Enrico Grigoletti

Week 43
TELEVISION

22 Novembre 1987. Sono le 9:14PM e Dan Roan sta conducendo Nine O’Clock News sull’emittente WGN quando il segnale viene improvvisamente interrotto per trasmettere le immagini – senza audio – di un uomo con la maschera di Max Headroom. Lo stesso Max Headroom della pubblicità di Coca Cola e di Paranoimia degli Art of Noise. L’interruzione dura una 20ina di secondi, fino a quando qualcuno dell’emittente non spegne la modulazione dello studio con il trasmettitore del John Hancock Center.

Due ore dopo, alle 11:15PM, la WTTW sta trasmettendo un episodio del Dr. Who dal titolo The Horror of Fang Rock quando il segnale sparisce per dar spazio ad un secondo attacco di pirateria televisiva. Sempre Max Headroom, sempre lo stesso fondale in lamiera che richiama quello degli episodi del programma televisivo, ma ora l’interruzione dura molto di più. Quasi 1:22 e questa volta con l’audio. Quelle che sembrano frasi sconnesse provenienti da una voce modificata, sono in realtà frecciate dirette alla cultura televisiva americana degli anni ’80. Lo stesso Max Headroom, scelto come involontario rappresentante di quella protesta, è la personificazione delle scelte culturali di quel periodo. Catch The Wave, citando lo spot di Coca Cola di cui lo stesso Headroom era protagonista allora. Oppure la sigla di Clutch Cargo canticchiata dal pirata televisivo o i riferimenti all’emittente stessa, la WTTW. L’hackeraggio si conclude con Max Headroom sculacciato allegramente da una donna mascherata. Tutto bene direi.

Nel corso degli anni si sono susseguite teorie che spaziano dal più profondo complottismo alla più becera goliardia. Tutte teorie valide eccetto, forse, quella del semplice scherzo. La complessità di hackerare – siamo nel 1987 – un sistema di broadcasting televisivo e la raffinatezza dei messaggi trasmessi, escluderebbe la burla. Sicuramente la scelta dei messaggi potrebbe orientare verso la matrice di protesta evidenziando, in quel caso, le falle nel sistema televisivo statunitense, sia dal punto di vista tecnico che da quello dei contenuti. Una semplice protesta in grado di mettere in luce lacune anche nel sistema investigativo di colossi come l’FBI che in quasi trent’anni non sono riusciti ad identificare i responsabili. Consci del fatto che le priorità dell’FBI potessero essere altre all’epoca dell’attacco, va forse considerata la sensibilità dell’opinione pubblica americana relativamente a quella che potrebbe sembrare una violazione di una libertà. Non secondarie poi le pressioni che le lobby di potere sono in grado di esercitare anche per questioni che possono sembrare secondarie, come un attacco televisivo.

Poi, quattro anni fa, un post su Reddit dell’utente bpoag che dichiara di conoscere chi si celasse dietro l’incursione del finto Max Headroom, fa risvegliare gli interessi sul caso. In pochi giorni “I believe I know who was behind the “Max Headroom Incident” that occurred on Chicago TV in 1987” diventa uno dei post più letti su Reddit seppur senza rivelare la vera identità delle tre – secondo l’autore – persone che stanno dietro a tutto. Il post sembra credibile per la quantità di dettagli e per l’accuratezza con cui l’autore smonta le precedenti tesi su altri presunti sospettati senonchè un aggiornamento dell’11 Ottobre 2015 dichiara che “J” e “K” sono ufficialmente eliminati dalla lista dei sospettati. Un altro troll?

La storia del Max Headroom incident rimane quindi irrisolta, e forse è un bene. Perché nella sua assurdità, l’episodio di pirateria di Chicago del 1987 rappresenta una delle più efficaci critiche alla società americana.
Proprio dove si pensasse fosse meno vulnerabile.