Innovazione artigianale o viceversa?

Di Enrico Grigoletti

Week 41
MODERN CRAFTSMANSHIP

Le parole MODERNO ed ARTIGIANATO appartengono a diverse realtà ma gli ultimi anni sembrano testimoniare sempre più spesso la combinazione di questi due elementi come una reazione alle produzioni di massa, al fast fashion ed all’acquisto compulsivo. D’altro canto l’approccio slow alla vita – dal cibo alla musica, dall’arredamento al posto di lavoro – sono diventati un argomento trito e ritrito. I giornali ed i blog l’hanno così tanto coperto che ora abbiamo bisogno di una reazione alla suddetta reazione che possiamo identificare nell’incontro tra due realtà così contrastanti. Ma se gli ultimi secoli hanno celebrato l’applicazione di processi industriali alle produzioni manuali, la produzione manuale di oggetti industrializzati si distingue come un approccio interessante. Prendete, ad esempio, l’oggetto SNEAKER come emblema dell’industrializzazione ed accoppiatelo con pellami ed attento lavoro artigiano; il risultato è HenderScheme, la personificazione del concetto di ARTIGIANATO CONTEMPORANEO per un marchio di footwear.

henderscheme

Immagine © HenderScheme

Concepita da Ryo Kashiwazaki proprio come reazione alla produzione calzaturiera di massa, ogni paio di scarpe sono state realizzate a mano basandosi su silhouettes ben note. Sembra quasi che quello che era iniziato come un bizzarro progetto si sia poi concretizzato in un solido business, supportato da top retailers come Barney’s, Mr. Porter ed Haven.

In senso generale sembra che il consumatore moderno richieda un contatto diretto con i produttori che si celano dietro gli oggetti che popolano la loro vita. Certo il prezzo da pagare è più alto rispetto ad un prodotto industriale ma la maggior parte delle persone che abbracciano questa filosofia lo vedono come un investimento a lungo termine.
Per ironia, all’interno di questo scenario la tecnologia sembra giocare un ruolo critico in qualità di elemento centrale che garantisce sempre più opportunità di ottenere prodotti personalizzati.

Ed in questo stesso scenario dove i consumatori richiedono nuovi prodotti con cui poter avere un legame emozionale e dove iniziano a guardare al di là dei mercati guidati dalla produzione di massa, le nuove tecnologie possono realmente bypassare gli intermediari mettendo in contatto gli acquirenti direttamente con i produttori, a costo zero. Beh non proprio a zero ma quasi.
Trumaker – una startup di abbigliamento da uomo su misura – ha chiuso il Q4 del 2014 a $ 6,5 millioni. La startup non possiede alcun negozio fisico: al contrario si appoggia a dei fornitori chiamati “Outfitters” che raggiungono i clienti ovunque essi siano per prendere le misure assicurando un fit corretto.
La stessa tecnologia può aiutare (o almeno integrarsi) con l’artigianato andando direttamente alla fonte. Apportare modernità e ricerca per nuove materie prime è una delle direzioni verso cui questo processo può diventare sostenibile. Quest’anno, ad esempio, Zegna ha introdotto il Double Century Cashmere, una miscela di pregiate lane combinata con seta di organza, dando come risultato un tessuto molto più leggero e fluido con due finiture diverse a seconda delle facce ed una texture studiata appositamente per l’alta sartoria.

Se volessimo spingerci oltre, non troppo recentemente Google ha reso noto Project Jacquard, anni di ricerca per realizzare un tessuto interattivo al tocco ed al movimento, che si potessero integrare all’interno di telai standard ed industriali al fine di trasformare vestiti ed arredi in superfici interattive. Un’innovazione rivoluzionaria che non richiede ai sarti di dover re-ingegnerizzare drasticamente i loro processi.

L’artigianato forse non riempirà il gap lasciato dal declino della manifattura ma l’integrazione con le moderne tecnologie e l’applicazione del lavoro artigianale ad oggetti industriali sta sicuramente forgiando un nuovo standard di prodotti che garantiranno al consumatore il livello qualitativo che meritano, integrato con i benefit delle tecnologie moderne.