Time machine: sullo stile dei vecchi advertising delle case automobilistiche

Di Domenico Di Maio

Week 46
MOTORS

Una delle cose che amo fare in compagnia di mio padre è commentare le pubblicità durante gli intervalli delle partite di campionato: so che la sua vena polemica cela una piccola dose di soddisfazione personale nel criticare tutto ciò che ci viene venduto attraverso lo schermo ed è una cosa che adoro fare per far fronte alla mia voglia di sentire ogni sua opinione a riguardo.
L’ultima volta, però, mi è rimasta particolarmente impressa la sua faccia entusiasta mentre ammirava robot, astronauti e un’ambientazione alla minority report scorrere sullo schermo e introdurre l’ultima Audi A4: una creazione perfetta sia esteticamente che, soprattutto, tecnicamente.
Ma come si rapportavano le aziende automobilistiche, alle pubblicità di un tempo?
Innanzitutto dobbiamo considerare il grande declino della carta, in favore ai formati tecnologici appartenenti alle ultime generazioni. Oggi viviamo in uno scenario totalmente differente e le case automobilistiche a quei tempi erano, ovviamente, costrette a giocare in un campo molto ristretto.

La carta era indubbiamente tra i mezzi di comunicazione più efficaci; ma come si fa ad esprimere concetti complessi, come quello dell’evoluzione meccanica attraverso una materia statica come la carta?
Abbiamo raccolto un po’ di materiale che dimostra come gli elementi atmosferici fossero in grado di comunicare con forza i risultati conseguiti nell’ambito del progresso tecnologico.
Raccontare alcuni semplici concetti come il non rimanere impantanati nella neve o la capacità di percorrere sentieri tortuosi e innevati è stata, per un po’ di tempo, la prerogativa di chi riusciva a fare un buon lavoro e a tenere alti gli standard innovativi delle proprie creazioni a quattro ruote.
Poi il tempo passa, la tecnologia si evolve e sappiamo benissimo dove siamo arrivati, ma intanto ci sembra l’occasione giusta per ricordare come venivano fatte le cose non troppo tempo fa.