La squadra che non perdeva mai (o quasi)

Di Andrea Tuzio

Week 10
CLASSICS

Se magari vi chiedessi, così a bruciapelo, la prima squadra di pallacanestro che vi viene in mente, il 90% di voi risponderebbe gli Harlem Globetrotters.
Sì perché gli Harlem Globetrotters sono semplicemente la squadra più famosa di tutti gli sport.
La storia inizia nella Chicago degli anni ’20, parliamo di una città (e ovviamente di una nazione) ancora segregata razzialmente, dove un gruppo di ragazzi afro-americani inizia a giocare insieme alla Wendell Phillips Academy High School e non amano soltanto giocare, amano dare spettacolo, amano divertirsi giocando. All’epoca però non era una squadra di esibizione nonostante l’indole, infatti cominciarono a giocare in una lega semi-professionistica composta esclusivamente da afro-americani, la “Negro American Legion League”, con il nome di “Giles Post”. Ma è nel 1927 che un loro compagno di scuola, un genio del marketing ante litteram Abe Saperstein, bianco nato a Londra, cresciuto a Chicago, figlio di ebrei polacchi, ebbe l’idea geniale. Trasformò quel gruppo di ragazzi in una delle più incredibili attrazioni della storia dello sport e dell’intrattenimento.

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Abe Saperstein e la prima formazione dei Globetrotters

Gli Harlem Globetrotters inventavano gioco, moltissimi dei movimenti che vedete adesso su un campo da basket, li hanno pensati ed eseguiti loro per la prima volta, una visione del mondo del tutto personale e una fortissima volontà di dimostrare che i neri potevano fare anche qualcosa di diverso oltre a cantare. Saperstein per prima cosa cambiò il nome della squadra rendendolo più accattivante, Abe era ossessionato da New York e quindi scelse un quartiere di Manhattan, Harlem appunto, anche per rimarcare il fatto che si trattasse di una squadra formata da tutti ragazzi neri, ma non bastava e quindi decise di affiancarci “Globetrotters”, quelli che girano il mondo, in uno dei più classici e azzeccati nomen omen della storia. La loro prima partita ufficiale come Harlem Globetrotters si giocò nel gennaio del 1927 a Hinckley, Illinois, c’erano soltanto 5 giocatori, più Saperstein, stipati in una piccola macchina che viaggiava da una città del Midwest ad un’altra. Abe allenava e gestiva i Globetrotters ma portava anche la divisa da gioco sotto il cappotto, e in un’occasione entrò anche in campo nonostante il suo metro e cinquantacinque, diventando il primo giocatore bianco della storia dei Globetrotters 15 anni prima di Bob Karskens (che fu il primo bianco ad essere messo effettivamente sotto contratto). Nel decennio che va tra gli anni ’30 e ’40 gli Harlem Globetrotters svilupparono quello che è tuttora il loro marchio di fabbrica, la capacità di fare con il pallone quello che nessuno riusciva e riesce a fare, una routine di giochi e di azioni spettacolari, anche se all’epoca erano prima giocatori e poi intrattenitori, la parte agonistica infatti era ancora quella predominante. Nel 1939 la squadra di Saperstein venne invitata a giocare in un torneo promosso dal Chicago Herald-American, il “World Professional Basketball Tournament”, quell’anno persero ma l’anno successivo si imposero contro un’altra squadra composta completamente da afro-americani, i New York Renaissance, diventando così i “campioni del mondo del basket professionistico”. Una data epocale nella storia dei Globetrotters è il 19 Febbraio 1948, quando al Chicago Stadium giocarono contro i fortissimi Minneapolis Lakers (quelli che poi diventeranno i Los Angeles Lakers, infatti se ci pensate a Los Angeles di laghi nemmeno l’ombra) che dominavano la lega, che da lì ad un anno sarebbe diventata NBA, giocata da soli giocatori bianchi. I Globetrotters volevano sfidarli, per far capire a tutti, non solo l’assurdità e l’ingiustizia di non poter giocare “ufficialmente” con i bianchi, ma anche che erano più forti. Quella partita finì 61-59 per i Globetrotters, che dimostrarono di essere ancora “la squadra di pallacanestro più forte del mondo”, come scrisse il venerabile giornalista sportivo del Chicago Tribune Arch Ward.

Da questo momento in poi le cose cambiano, dopo aver dimostrato di poter competere con tutti, gli Harlem Globetrotters trasformano definitivamente il loro stile di gioco, pensando esclusivamente all’intrattenimento e al divertimento, diventano l’attrazione che tutti noi conosciamo. Iniziano a girare il mondo e a divertire chiunque con le loro gag, tiri e azioni spettacolari, palle magiche, finte secchiate d’acqua al pubblico e tanto altro. E nel 1952 nacque la squadra antagonista dei Globetrotters, una squadra pensata per perdere, i Washington Generals fondati da Herm “Red” Klotz” che si accordò ufficialmente con Abe Saperstein per far diventare i Generals la squadra itinerante contro la quale si sarebbero “esibiti” appunto i Globetrotters. Negli anni hanno cambiato svariati nomi: Boston Shamrocks, New Jersey Reds, Baltimore Rockets , Atlantic City Seagulls e New York Nationals, per far credere che si giocasse sempre con squadre diverse ma in realtà i giocatori restavano gli stessi. Sono state disputate più di 16000 partite tra le due squadre, ma non tutte vinte dai Globetrotters, infatti 6 di queste hanno visto i Generals imporsi. L’ultima volta è accaduto nel 1971 interrompendo una striscia di 2499 vittorie degli altri. Località Martin, Tennessee, a due minuti dalla fine, mentre i Globetrotters facevano tutti i loro numeri, qualcuno dalla panchina fa notare loro che sono sotto di dodici. Allora si mettono a giocare per davvero, ma perdono di uno. I bambini sugli spalti piangono. I giocatori dei Generals commentarono con un “sembrava che avessimo preso a pugni Babbo Natale”, da lì in poi i Generals una partita non l’hanno vinta più. Purtroppo, dopo 60 anni, nell’agosto del 2015 gli Harlem Globetrotters decidono di non disputare più partite contro gli Washington Generals per provare a sfidare, di nuovo, squadre professionistiche (il bambino che è in me piange come quelli di Martin nel Tennessee). Negli anni gli Harlem Globetrotters hanno giocato ovunque, per esempio bucano la cortina di ferro e nel 1951 vanno a giocare a Berlino, e per chiunque, Papa Montini li ebbe in udienza privata e i ragazzi misero su una partitella privata alleviando un po’ il dolore provocato dal cilicio che Papa Paolo VI portava costantemente. I giocatori che hanno vestito la maglia degli Harlem Globetrotters sono tantissimi e tra loro anche parecchi professionisti: Jamario Moon, Reece “Goose” Tatum, Meadowlark Lemon (clown prince dei Globetrotters per anni), e addirittura Wilt Chamberlain, l’uomo che il 2 marzo 1962 mise a referto 100 punti a Hershey, Pennsylvania contro i New York Knicks, due volte campione NBA, 4 volte MVP della regular season e che nella sua vita dice di aver “sdraiato” più di 20000 donne. Ah, a casa nel salotto aveva un semaforo che comandava con un telecomando, quando le donne che si portava a casa, perché ovviamente erano sempre più di una a sera, gli andavano a genio accendeva la luce verde, quando era indeciso quella gialla e quella rossa quando non ce n’era, diciamo che era quasi sempre verde la luce che Wilt accendeva.

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Wilt, Arnold & Andre

Se avete dei bambini e volete regalare loro una serata indimenticabile, controllate quando e dove ci sarà la prossima partita degli Harlem Globetrotters e portateceli, si divertiranno come dei matti e anche voi resterete a bocca aperta e tornerete a casa con un bel sorriso stampato sulla faccia.