La nuova frontiera del green

Di Eleonora Usseglio Prinsi & Desy Frezet
Artwork Diego Soprana

Week 44
HONG KONG

Ci si perde ammirando le foto del fotografo tedesco Michael Wolf. Non si percepisce il soggetto dell’immagine, non si percepisce linea di terra o di orizzonte, ma solo la serialità che il soggetto genera. Una sequenza di appartamenti, balconi e vani scala, in un loop che definisce lo scenario urbano ed il fallimento di un modello di sviluppo metropolitano portato al suo estremo.
1.200 grattacieli e 7 milioni di persone, il tutto in poco più di 1000 kmq. Siamo ad Hong Kong, il cui significato letterale è porto profumato. Difficile coglierne la poesia finché non si sbircia tra i tetti del quartiere di Ngau Tau Kok, una delle aree a maggior densità residenziale a nord del distretto di Kwun Tong, per trovare HK Farm. Una piccola oasi nel deserto, che propone un nuovo modello di sviluppo per la caotica metropoli.
HK Farm è il progetto di Michael Leung, fondatore e creative director, che dopo aver vissuto a Londra tra food markets, coltivando la sua passione per la cucina a chilometro zero, sbarca a New York e collabora con la community farm Brooklyn Grange.

La necessità di progetti che fungano da collante per le comunità, riscoprendo la città ad su di una scala ridotta, come quella del quartiere, sembra essere il punto d’inizio per ridisegnare un modello urbano sostenibile.

Riappropriarsi di un tetto, di un’aiuola o di un parco diventa strategia per portare avanti progetti fino ad ora considerati di nicchia; ristabilire un legame con la natura, nonostante la cementificazione, e tra gli abitanti stessi, nonostante l’individualismo imperversante è un segno importate di cambiamento, di recupero di una dimensione più umana e naturale.

Il progetto HK Farm, porta avanti dal 2012 progetti a scopo sociale e di sensibilizzazione ecologica, ma soprattutto laboratori didattici e creativi.
Workshops, mostre e progetti per artist in residence, diventano la chiave vincente per aprire il progetto alla comunità e creare un networks di conoscenze, esperienze e condivisione con agricoltori locali, ristoranti e attività commerciali.
Inculcare nelle nuove generazioni una gerarchia di valori all’interno dell’area metropolitana, che non sia dettata da dinamiche di mercato, ma da uno scenario in cui gli edifici abbandonati si trasformano in risorsa per riappropriarsi della città.

Lo spazio è arredato in maniera informale con mobili e strutture realizzati con materiali di recupero che creano l’ambiente ideale per le coltivazioni di frutta e verdura e allevamento di api. Il progetto non è frutto di un piano definito, ma di una volontà collettiva, evolvendosi in funzione dell’apporto delle persone che vi partecipano, fortificando le relazioni sociali e unendo le persone nella concretizzazione di un intento comune.

Berlino, New York, Milano e Sao Paulo ospitano tra i loro grattacieli numerosi progetti green come il Roof Water Farm, Brooklyn Grange, Habitami e GREEN SP. Un primo passo verso un cambiamento del sistema alimentare, in grado di approcciarsi in maniera consapevole a problemi come la riduzione dei terreni coltivabili e l’esponenziale crescita della popolazione globale.

Desy Frezet è un architetto di base a San Paolo e parte del consiglio del collettivo GREEN SP, fondato nel 2014 da Tomás Tojo, per sviluppare aree verdi a San Paolo con il supporto della comunità.