I Moser

Written by Domenico Di Maio

Week 48
TYROL

E’ impressionate notare a quanto fosse integro e forte il DNA artistico dei Moser.
Non nascono artisti ma artigiani e la loro arte non conosce confini o barriere stilistiche: la materia da lavorare, infatti, trascende ogni limitazione.
In origine conciatori o lavoratori del legno, i Moser non nascono come raffinati operatori dell’arte, ma bensì come umili artigiani, ma è nel lavoro di tutti i giorni e del materiale come pelle o legno, che si cela il metodo della lavorazione che li innalzerà, a Bolzano, a famiglia di spicco nel campo delle belle arti.
Possiamo identificare l’origine del movimento nel capostipite Karl Sigmund Moser: creatore di giardini e di presepi; su un alto pianeta si colloca il figlio Karl Vinzez, paesaggista amante del pennello, un prolifico disegnatore che nonostante la distrazione del mestiere da conciatore, produsse un’infinità di opere ispirate ai paesaggi dolomitici e i dintorni della città di Bolzano.

Da lui nasce probabilmente il più conosciuto e prestigioso artista della famiglia: Carl Moser, che con le sue xilografie narra di usi e di costumi dei contadini della Bretagna, incredibilmente simili a quelli bolzanini. Carl è l’unico della famiglia ad aver frequentato circoli artistici in 6 anni di Parigi, tra coloro che si ispiravano a Gauguin e non a caso tra i più apprezzati.
Con i Moser, non ci troviamo davanti alla mera contemplazione del lavoro di un artista, ma ad una saga di un’intera famiglia che nell’arte ha trovato la propria realizzazione; l’ha trovata proprio nella città di Bolzano: una dimensione che può sembrare modesta, ma che nasconde interessanti sfumature e che per generazioni è stata il flusso vitale di una famiglia incredibilmente incline alla creatività.