Il purismo estetico di Knize Mode Atelier

Di Arminé Maksudyan
Foto di Arminé Maksudyan

Week 30
VIENNA

Alla fine del 20esimo secolo Vienna si stava trasformando, combinando le tradizioni della Casa degli Asburgo con le nuove idee e preoccupazioni derivanti dalla fin de siècle Viennese ed un’incalzante necessità di rinnovamento urbano. Essendo al centro di un vasto impero, Vienna era diventata la piattaforma di raccordo per diverse culture e diversi strati sociali ed era diventato il palcoscenico politico in grado di attrarre intellettuali da tutto l’impero circostante.

L’espressione estetica di queste nuove virtù sociali si rivelava nell’impatto visivo della metropoli di Vienna. Un ambiente peculiare, basato su visioni democratiche ed industrializzazione progressista, che prometteva un nuovo spazio urbano grazie alla nascita del modernismo e del suo dilagante pragmatismo. Il paesaggio urbano venne ridisegnato, basti pensare al “Ringsrasse” come un momento urbanistico fondamentale nello scenario di sviluppo futuro, portando al consolidamento di un nuovo approccio all’intero processo progettuale ed al conseguente cambio non solo architettonico ma anche dei cittadini stessi che, assieme agli edifici ed all’ambiente, contribuivano ad addobbare la città.

Uno degli esempi più vividi di questi cambiamenti, che toccano sia il nuovo approccio progettuale all’architettura che all’abbigliamento, è sicuramente rappresentato dal Knize Mode Atelier Vienna. L’atelier ha raggiunto l’apice del proprio appeal tra il 1910 ed il 1913 quando Adolf Loos ne disegnò il flagship a Graben secondo i principi del suo “radicale purismo estetico”, creando un distinto ambiente dal gusto contemporaneo che rispecchiava perfettamente l’idea avanguardistica della sartoria. Knize preserva ancora la propria tradizione sartoriale e bespoke dedicata all’uomo, offrendo “uno stile personale definito dalla sua unicità, lontano da facili imitazioni e compromessi alla moda”. Considerato uno dei più illustri rappresentanti del movimento moderno in architettura, Adolf Loos era conosciuto per il suo stile architettonico austero e per i testi fortemente politici. Il suo approccio estetico si riferiva non solamente alle forme architettoniche ed ai materiali ma anche alle arti decorative, agli oggetti ed all’abbigliamento. Il progetto dell’atelier Knize rappresenta il suo profondo senso estetico, rappresentato da una raffinata scelta dei materiali per le finiture e negli elaborati dettagli utilizzati per le decorazioni e gli ornamenti degli interni.

Il semplice ma allo stesso tempo opulento fascino dello spazio interno si estende alla facciata dell’atelier, incorniciata da solidi blocchi di granito nero che disegnano un ingresso stretto e riservato all’interno del raffinato mondo della sartoria da uomo.

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Fondato, in origine, nel 1858 come merceria dal viennese Josef Knize, l’atelier vinse una medaglia durante l’Esibizione Internazionale di Vienna del 1873. Negli anni ’20 l’immagine del marchio venne rivista grazie all’apporto dell’artista ed illustratore austriaco Ernst Deutsch-Dryden a cui venne commissionata la parte di design legata al prodotto e lo sviluppo del brand concept. Dryden fu in grado di creare un visual concept d’impatto attraverso una strategia di advertising che associava il gioco del polo, tipicamente inglese, con i prodotti Knize. Conosciuto in tutto il Mondo come uno dei primi marchi di menswear che mescolava artigianato e stile, Knize era riuscito a distillare la raffinata immagine dell’atelier in una linea di prodotti di grooming per l’uomo, KNIZE TEN, “il cui fascino è ancora forte oggi come 80 anni fa”.

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