21er Haus, una pietra miliare architettonica del dopoguerra Austriaco

Di Arminé Maksudyan
Foto di Arminé Maksudyan

Week 30
VIENNA

Il 21er Haus, il Museo di Arte Contemporanea di Vienna, è considerato una pietra miliare architettonica del dopoguerra Austriaco. Dal momento in cui è stato inaugurato, l’edificio è passato attraverso diverse trasformazioni incluso lo spostamento del sito, il consolidamento della struttura, il suo adattamento ad un utilizzo più funzionale e la conseguente ristrutturazione. Nonostante le modifiche la struttura ha comunque preservato la sua identità rimanendo fedele all’idea originale: uno spazio espositivo leggero, composto da un’unica stanza che presentasse un’istantanea dello stato dell’arte contemporanea Austriaca.

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Il cubo galleggiante realizzato in travi d’acciaio e vetro si posiziona in maniera solida sul terreno dello Schweizergarten di Vienna ed ospita una permanente e diverse collezioni temporanee di arte del ventesimo e ventunesimo secolo. Progettato inizialmente da Karl Schwanzer nel 1958 come padiglione per l’Esposizione Mondiale di Bruxelles, l’edificio comunica in pieno il motto dell’EXPO del ’58: “Technology in the service of Man—Progress of Man by Progress in Technology”. Soprattutto grazie alle soluzioni progettuali costruttiviste e l’uso ingente di acciaio forgiato nelle industrie Austriache VOEST, ad oggi ancora uno dei leader nell’industria siderurgica.

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Mesi prima che il progetto venisse realizzato e ricevesse il Grand Prix all’Esposizione Mondiale di Bruxelles del 1958, il padiglione austriaco era destinato a diventare l’allora futuro Museo di Arte Moderna di Vienna. In maniera simile, nel 1962 l’edificio venne riaperto e questa volta come museo dedicato all’arte del 20esimo secolo.

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Karl Schwanzer fu parte attiva nell’adattamento della struttura appena traslocata alla nuova modalità di utilizzo contenendo lo spazio aperto sotto al volume sospeso all’interno di pareti di vetro in modo da preservare la percezione degli spazi interni ed esterni includendo il giardino di sculture come uno spazio unico ed introducendo un volume angolare che includesse la hall di ingresso ed il cinema originariamente progettato per il padiglione, con un livello interrato per i bagni, le aree comuni e la caffetteria.

L’architetto si era concentrato in maniera particolare anche sull’arredamento interno in modo che completasse l’immagine di uno spazioso volume sospeso che comunicasse l’unicità di ogni area del museo.

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La luminosa hall espositiva ha ospitato un ampio spettro di arte del 20esimo secolo, dal classico modernismo al modernismo internazionale del dopoguerra, da cui il nome 20r Haus. Un ruolo importante venne affidato alla produzione scultorea di quel secolo, esposta nel giardino esterno con l’obiettivo di allargare l’approccio spaziale ed organizzativo del Museo. La permeabilità e la flessibilità dello spazio ha reso possibile presentare l’immensa proprietà di statue ed il recente panorama artistico, scavalcando i confini dell’arte pittorica. Uno dei pezzi più significativi all’interno della collezione di sculture era Figure Relied (1958) di Wotruba, originariamente commissionato per l’Esposizione di Bruxelles come parte del concept architettonico del padiglione.

All’inizio del 21esimo secolo la collezione del Museo viene spostata nel Museo di Arte Moderna – la Fondazione Ludwig. Nel 2002, dopo che fu spostata al Belvedere, l’edificio aveva la necessità di una profonda ristrutturazione del sistema di supporto ed un adattamento alle recenti norme antincendio e di ottimizzazione energetica. La gara per la riprogettazione della 20r Haus fu vinta da Adolf Krischanitz, uno studente di Karl Schwanzer.

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I maggiori cambiamenti delle soluzioni progettuali si notano da Arsenalstrasse dove si è ricavata una piazza interrata sul lato dell’edificio in modo da allargare l’area d’ingresso integrando la completa collezione di Fritz Wotruba nell’area interrata. Un’altra miglioria è stata la costruzione della torre a sei piani, un asse verticale in grado di attirare l’attenzione dell’area circostante al Museo in fase di riqualifica. Così nel 2011 l’edificio ha aperto nuovamente i battenti – ora con il nome di 21r Haus – un nuovo museo dedicato all’arte contemporanea che invita i suoi visitatori ad esplorare le opere della cultura artistica austriaca del 20esimo e 21esimo secolo, all’interno di un contesto protetto da un capolavoro di architettura modernista.

Le seguenti mostre erano in corso durante il servizio:

• Edgar Knoop “subway 813”
• Oswald Oberhuber
• Abstract Loop Austria (Marc Adrian, Richard Kriesche, Helga Philipp, Gerwald Rockenschaub)