Come trasformare Hong Kong nella nuova capitale culturale dell’Asia

Di Enrico Grigoletti

Week 44
HONG KONG

Non è un segreto che Hong Kong, secondo il pensiero comune, sia principalmente finanza, economia, teconologia e una lieve miscela di tradizione cinese e asiatica. La realtà dei fatti è che, negli ultimi decenni, Hong Kong ha accresciuto la sua credibilità come cultural hub grazie ad una sagace analisi della città, fatta dall’Hong Kong Tourism Board nel 1996. L’indagine faceva emergere il fatto che molti turisti lamentassero una carenza di opportunità culturali e ricreative per i visitatori. Per questo motivo il City Tourism Board ha suggerito una linea di sviluppo per la creazione di un hub culturale. Dopo una competition vinta da Foster and Partners – dando allo studio carta bianca – per la qualificazione di 40 ettari nell’area di West Kowloon, il progetto è stato annullato nel 2005 a causa delle intense critiche. Oggi, dopo diversi passi di riassestamento, la prima fase del progetto è aperta con il lavoro di M+ – il nuovo museo cittadino della cultura visiva – cominciato il 26 settembre 2015. Una seconda fase verrà lanciata nel 2026.

Non solo le arti e le comunità culturali traggono enormi benefici da questo progetto, ma comunità di Hong Kong sarà in grado di vedere che l’arte e la cultura possono essere le spinte fondamentali per l’evoluzione economica e sociale.” afferma il nuovo CEO di WKCD, mr. Duncan Pesco, successore di Michael Lynch – ex direttore della Sydney Opera House e successivamente CEO di WKCD. Carrie Lam, amministratore delegato di WKCDA continua “questo appuntamento rappresenta la scomparsa del gap tra gli amministratori uscenti e i nuovi, e assicura che il progetto del West Kowloon Cultural District continuerà a progredire a pieno regime. Nonostante qualche difficoltà economica affrontata dal progetto, sono fiduciosa delle qualifiche di Mr Pescod, l’autorità consegnerà il progetto considerando i costi in maniera efficace e accelererà il completamento di qualche struttura destinata alla ricreazione pubblica

Ok, difficoltà economiche. Quando gestisci un piano di sviluppo di 3 miliardi di dollari, potrai anche rappresentare l’economia e il capitale economico nel mondo ma avrai sempre e comunque problemi di costi. Grossi problemi. West Kowloon non è il progetto più semplice” afferma Allan Zeman, un membro del West Kowloon Cultural District Authority board – “ è come correre ad una corsa ad ostacoli perchè molte difficoltà vanno superate, tra gli interessi della comunità di artisti e le direttive sui costi dettate dal governo”. Ma i ritardi continui e e i costi crescenti non sono i soli ostacoli da superare per questo progetto. Dall’annuncio della commissione Foster and Partners, gli interessi per quella zona della città hanno condotto ad un esplosione dei prezzi sulle proprietà. Dai primi mesi del 2009 i prezzi sono schizzato al 160% che, per una città già dichiarata come la più cara del mondo, ha compromesso il tasso occupazionale. L’area del West Kowloon ora è un puzzle di spazi disabitati, non aspettatevi lo scenario della tipica vita frenetica di Hong Kong.

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Nonostante le difficoltà, lo sviluppo del WKCD avrà un impatto critico sulla città, non solo dal punto di vista culturale, ma anche da quello sociale. Una stazione ad alta velocità collegherà la zona a Guangzhou, intensificando le connessioni con la Cina del sud. Finalmente assisteremo alla consacrazione di Hong Kong, come il cuore dell’Asia.

Savills ha classificato Hong Kong come la città più cara al Mondo per quanto riguarda le proprietà immobiliari.
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I prezzi vicino ad Olympic Station partono dai HK$7 Milioni.