Ridimensionare il paesaggio urbano: Chisel & Mouse studio visit

Testo e immagini di Liz Seabrook

Week 41
MODERN CRAFTSMANSHIP

Quando arrivo allo studio di Chisel & Mouse, situato nel Sussex, uno stampo di silicone sta per essere sfornato da una stampante 3D, precisamente, un rilievo dell’Etoile di Parigi. E’ un po’ come guardare un film d’essai considerata la pasta appiccicosa sull’Arco di Trionfo che sprofonda in un piccolo giardino. Guardando i modellini prodotti dall’azienda a conduzione familiare, ti aspetteresti uno studio pulito e semplice – probabilmente situato a Farringdon. Invece, è l’epitome della campagna inglese; un laboratorio modesto che affaccia su Ashdown Forest con tre cani che gironzolano sul posto.
Stanchi di programmare software, quattro anni fa i fratelli Gavin e Robert Paisley hanno deciso di ricominciare usando le proprie mani per creare oggetti, interessati alle potenzialità della stampa 3D e spinti da una passione di lungo corso per l’architettura – Sono solo i miei interessi dice semplicemente Gavin – da li il duo comincia a capire come realizzarsi.
Ecco, questo è un modello fatto con una stampante 3D spiega Robert, indicando un palazzone disposto sul banco di lavoro. Sembra a posto, ma non ha il look di un prodotto di lusso. Ha ragione, sembra un buon modello, ma è molto grezzo al tatto e molto leggero; sembra irrilevante. E’ stato un brutto colpo, per le limitazioni della stampa 3D e per il loro business plan. Ora, si stampa la prima fase – usando Sketch-up per creare render accurati da fotografi e Google Street View – per poi farne uno stampo, prima di finalizzarne uno di qualità maggiore. Il prodotto finito è perfettamente bianco, liscio e soddisfacentemente pesante. E’ anche da dove proviene il nome del brand – uno scalpello per la lavorazione dalla colata tradizionale, un mouse per il lavoro digitale.

Nonostante la stampante realizzi la maggior parte del lavoro, c’è un sacco di rifinitura da compiere una volta che l’intonaco viene gettato. Nello studio oggi, Steve, che aiuta Gavin e Robert tre giorni a settimana, sta istallando una fragile finestra in metallo su un modello dell’Hoover Building; piegandole e applicandole con la colla con un piccolo pezzo di legno, mentre Gavin delicatamente leviga la superficie di una chiesa; ho appena rotto una zampa all’unicorno ride, divertito e un po’ frustrato al contempo.
Il lavoro è incrementato molto velocemente, raccogliendo clienti come Fortnum e Masons, un grande studio di architettura, o come un lavoro auto commissionato per una serie di edifici famosi, come la BBC’s Broadcasting House o l’Empire State fino ad arrivare allo stranissimo museo Guggenheim di Bilbao. Uno dei pezzi migliori è il modello della dimora di un architetto di South Kensington. Possiede mezzo metro di diametro circa e include alcuni dettagli interni. Credo che abbia costruito questo posto tenendo ben in mente i suoi bambini Gavin ride, puntando il palo da pompiere e una vasca idromassaggio posta sul tetto.
Appena mi allontano dal posto, Robert mi allunga una scatola, chiusa e recante il brand Chiesel & Mouse, “solo un piccolo regalo”. Tornata a casa, ho aperto la scatola eccitata; è Il Miami Century Hotel ed è probabilmente la miglior proprietà che abbia mai posseduto a Londra.