L’uomo dei ghiacci

Di Sami Jo-Adelman
Artwork Diego Soprana

Week 48
TYROL

Il 19 settembre del 1991, due escursionisti,Erika e Helmut Simon, hanno scoperto un cadavere incastrato in un ghiacciaio in scioglimento presso Hauslabjoch passaggio nelle Alpi Ötzal. Pensavano di aver trovato i resti di uno sfortunato alpinista catturato in una tempesta invernale.
Ci sono voluti diversi tentativi prima che il cadavere potesse essere finalmente rimosso dal ghiaccio, precisamente il 23 settembre 1991 ad opera di un team alpino sotto la guida di Rainer Henn dell’ Istituto di Medicina Legale dell’Università di Innsbruck. Assieme al cadavere sono stati scoperti numerosi pezzi di cuoio, corda, cinghie, ciuffi di fieno e attrezzi (ascia, pugnale, frecce e arco). Il cadavere, l’abbigliamento e le attrezzature sono stati successivamente trasportati in elicottero nella città di Vent, nell’ Ötztal austriaco.
Sei giorni dopo la scoperta della mummia, irruppe sulla scena l’archeologo Konrad Spindler (Professore di Storia Antica e moderna dell’Università di Innsbruck). Ha esaminato i reperti, e sulla base della tipologia delL’ascia, stimò l’età del cadavere: almeno quattromila anni. Quattro istituti scientifici hanno analizzato campioni di tessuto del cadavere con datazione al radiocarbonio, ed è stato dimostrato che l’uomo ha vissuto tra il 3350 e il 3100AC.
Il cadavere – in seguito soprannominato Ötzi, oppure “uomo dei ghiacci” – è la più antica mummia mai trovata in Europa, risalente ad una civiltà antica dell’età del Rame che ha vissuto nelle Dolomiti intorno allo stesso periodo della nascita dell’antico Egitto.
Anche se originariamente richiesto dal governo austriaco, si è poi rivelato che il cadavere era stato trovato 92.56m all’interno del confine italiano dell’Alto Adige. La provincia di Bolzano quindi ha rivendicato i diritti di proprietà, ma ha, in seguito, affidato i reperti nel loro insieme a Università di Innsbruck fino a quando gli esami scientifici non fossero stati completati.

La mummia è stata restituita a Bolzano, nel 1998 e da allora è in mostra al Museo Archeologico dell’Alto Adige. Dopo un esame approfondito della mummia, alta 1.54m e pesante solo 13kg, gli scienziati ne hanno determinato il sesso (maschile) e età: circa 45 anni al momento della morte. Il team di ricerca è stato anche in grado di diagnosticare le anomalie anatomiche utilizzando diverse tecniche moderne; ad Ötzi mancavano un paio di costole, non aveva denti del giudizio e un diastema significativo, un divario naturale tra i due incisivi superiori.
Intero corpo di Ötzi è stato anche coperto di 61 tatuaggi risalenti all’età del Rame. Non prodotti utilizzando un ago, ma facendo tagli fini nella pelle sul quale veniva sfregato un carboncino. Il risultato fu una serie di linee e croci posizionate sulle parti del corpo soggette a danni o dolore, come le articolazioni e lungo la schiena. Questo ha portato alcuni ricercatori a credere che i tatuaggi fossero disegnati nelle aree in cui agire durante l’agopuntura.
Che Ötzi abbia scalato effettivamente 3200m, 52 secoli prima che l’alpinismo diventasse sport, è ancora oggetto di dibattito. Il museo esplora molti scenari proposti, così come gli eventi che portarono alla sua morte.
Una serie di raggi X effettuati nel 2001, ha rivelato una freccia conficcata nella spalla sinistra di Otzi, suggerendo una morte per dissanguamento, conseguenza di questa ferita. Essa dovrebbe aver perforato un importante vaso sanguigno e danneggiato i fascicoli neurovascolari del braccio sinistro. Inoltre, una profonda ferita non cicatrizzata alla mano conferma che l’Uomo del ghiaccio è stato coinvolto in ore o giorni combattimento corpo a corpo prima della sua morte. Il suo corpo congelato è conservato in una stanza ‘igloo’ a temperatura controllata e può essere visto attraverso una piccola finestra nel museo.
Una scoperta del genere, in questo stato di conservazione – completamente vestita e con oggetti personali – non era mai stata fatta in tutto il mondo.