La mia realtà aumentata: Steve Mann

Week 03
RESHAPING THE FUTURE

Steve Mann è un personaggio incredibile.
Se dovessimo nominare uno tra i più grandi intenditori di wearable technology, molto probabilmente tireremmo in causa lui.
Torniamo per un istante indietro nel tempo, precisamente negli anni ’70, quando Steve Mann già cercava di far convergere la sua passione per gli elmetti custom-made e la tecnologia; solo oggi il tema sta cominciando a diventare di forte interesse pubblico e, da buon precursore, Mann ha praticamente messo sotto stress ogni caratteristica tecnica di questi “visori” testando, per qualche decennio, occhiali, maschere e caschi con lenti integrate.

b

Nel suo articolo “My Augmediated life”, il professore – cattedra all’università di Toronto – discute dei problemi di allineamento tra occhio e display nei suoi primi esperimenti, che hanno portato la maggior parte delle volte alla formazione di problematiche e inconvenienti anche abbastanza spiacevoli. Complicazioni della durata di diverse ore, dato che il cervello aggiusta la percezione su un modo di vedere gli oggetti che non segue gli schemi della natura e necessita del tempo necessario per far ritornare tutto alla normalità.

Tra l’altro, Mann sottolinea che a distorsioni pesanti coincidono tempi di recupero minori; sono gli effetti delle piccole variazioni che richiedono molto tempo per svanire.
Stesse complicazioni che preoccupano seriamente il professore, in quanto c’è la concreta possibilità, da parte di aziende come Google, di compromettere la salute delle persone; un’evenienza che porterebbe questa tecnologia a fare passi indietro: l’ultima delle intenzioni di tutti coloro che da tempo lavorano e investono su questo tipo di tecnologia.
I danni potrebbero essere permanenti, soprattutto per coloro che sono più giovani e in fase di sviluppo; da anni i ricercatori di realtà aumentata sbattono la testa contro questa problematica di difficile risoluzione.

e

Grazie ai suoi esperimenti trentennali, Steve Mann è probabilmente l’uomo ideale: i suoi studi potrebbero portare benefici a tutte quelle aziende che stanno investendo nel campo e che al momento sembrano essere in difficoltà.
La conquista del futuro d’altronde, è una delle cose più difficili e dispendiose per l’umanità.