Eki-melo, ovvero come Tokyo ha reso divertenti le stazioni della Metro

Di Enrico Grigoletti

Week 42
TRAINS

Se vi è mai capitato di salire su un vagone della Metro di Tokyo potreste – o non potreste – aver notato che i jingle che annunciano gli arrivi e le partenze sono, molte volte, diversi. Ma se pensato che quei jingle siano casuali significa che non avete imparato un’importante lezione dal Giappone: nulla viene lasciato al caso.
Sulla Yamanote line – la più famosa ed utilizzata linea di Tokyo – ogni stazione fa girare un medley diverso (eki-melo, 発車メロディ) per annunciare la partenza di un treno, differenziandosi a seconda del binario, della direzione ed, ovviamente, della stazione. Quello che potrebbe sembrare una cosa totalmente normale per una città all’avanguardia come Tokyo, da un altro punto di vista si scontra con la conformità culturale che permea ogni aspetto della vita in Giappone.
La prima linea ad avere il proprio eki-melo è stata la Nanboku line. Poi, nel 2012, furono introdotte diverse canzoni che avevano un collegamento con il distretto della stazione oppure delle melodie realizzate ad hoc per veicolare un’atmosfera che avesse un legame con lo spazio circostante: la stazione di Asakusa, Ueno, Ginza e la stazione di Tameikesanno sulla Ginza line. La maggior parte di questi jingle sono pezzi originali ma alcuni di loro si basano su una canzone pre-esistente legata alla stazione.

La sigla di Astro Boy alla stazione di Takanobaba

The Third Man Theme alla stazione di Ebisu

Per esempio alla stazione di Takadanobaba – casa del maestro Tezuka Osamu – si può sentire la sigla di Astro Boy, il più famoso tra i manga do Osamu-san. Oppure The Third Man Theme, il jingle televisivo della birra Ebisu, viene utilizzato per annunciare l’arrivo dei treni sui binari dell’omonima stazione.

Per lo sviluppo dei jingle sono state coinvolti diversi studi anche se il più importante è SWITCH che ha sviluppato i temi di tutte le stazioni della Marunouchi, Yurakucho, Namboku, Fukutoshin line oltre che per le stazioni di Asakusa, Ueno e Ginza. Le altre stazioni della Ginza line, invece, sono state composte da STOMACH Inc. mentre quelle della stazione di Tameikesanno da SE ALLIANCE.
Menzione d’onore per la Tozai line le cui melodie sono state realizzate dallo studio ONGAKUKAN, la creatura fondata da Minoru Mukaiya. Musicista e, precedentemente, pianista dell’ensemble jazz fusion Casiopea, Mukaiya-san è oltretutto noto per il suo lavoro nel mondo del gaming che include titoli come Sega Rally 2 e la serie completa di Train Simulator. Il legame di Mukaiya-san e di ONGAKUKAN con la Japan Railways è profondo ed i jingle per la Tozai line sono solo l’ultimo dei traguardi avendo precedentemente prodotto le musiche per il Kyushu Shinkansen e per la maggio parte delle stazioni dove opera la Keihan Electric Railway e la Hanshin Electric Railway nel Kansai.

Secondo Tokyo Metro, il motivo per cui gli eki-melo furono introdotti era di coinvolgere maggiormente a livello emotivo i viaggiatori, sviluppando un più profondo senso di appartenenza alle linee ed alle stazioni che usavano più frequentemente. Anche se non esiste una statistica ufficiale che evidenzi differenze nell’utilizzo dei trasporti pubblici, la reazione generale del pubblico è soddisfacente e sembra che i passeggeri della Tokyo Metro abbiano risposto positivamente all’introduzione dei jingle.
Oggi 6 linee su 9 esistenti – anche se solo parzialmente per la Ginza line – utilizzano dei jingle personalizzati mentre le stazioni non coperte utilizzano uno scampanellio standard per annunciare arrivi e partenze dei convoglio. Piani futuri comunque prevedono l’introduzione degli eki-melo per tutte le stazioni.
Ancora una volta, una lezione di empatia sociale in arrivo dal Sol Levante.

Quello di Tokyo è il sistema di trasporto metro più trafficato al mondo con circa 3,1 miliardo di passeggeri all’anno.
Eccetto sei, tutte le 51 stazioni più trafficate al Mondo sono in Giappone.
Il termine per definire il pendolarismo in metropolitana a Tokyo – tsukin jigoku – si traduce letteralmente come “inferno pendolare”.